Delle phrasi toscane

1566

 

 

 

Autore

 

Montemerlo, Giovanni Stefano

Titolo

Delle phrasi toscane

Stampe

Prima edizione:

1566: Delle phrasi toscane lib. XII di m. Gio. Stefano da Montemerlo, gentilhuomo di Tortona. Con molte & molte maniere di ben dire latino, scelte fra più dotti, & eleganti auttori. In Venetia, appresso Camillo, & Francesco Franceschini fratelli.

 

Biblioteca dell’Accademia della Crusca - Firenze

 

Edizioni  esaminate

1566: prima edizione, in Venetia, appresso Camillo, & Francesco Franceschini fratelli.

L’opera e il suo sommario

 

sommario. Al molto illustre et reverendissimo signore, monsignor lo conte Cesare da Gambara, vescovo di Tortona, & Reggio Senatore (cc. *2r-*4r); Al medesimo [sonetto] (c. *4v); L’auttore medesimo ai lettori; [Poesie latine e italiane a Montemerlo] (cc. nn.); Nomi degli auttori qui citati, et dell’opere loro. De gli auttori latini; Capi, che si contengono sotto i dodici libri dell’opera (cc. a1r-a1v); Tavola, overo indice delle phrasi overo maniere del dir toscano, che nella precedente opera si contengono (cc. a2r-f3v); Tavola delle phrasi latine (cc. f4r-h6v); Delle phrasi toscane di m. Gio. Stefano Montemerlo. Libro I [diviso in:] Iddio, animo, mente, mondo, vita, senno, huomo, capo, viso, occhio, bocca, gola, spalle, cuore, lato, mano, piede (pp. 1-71). Libro II [con:] Tempo, hora, giorno, lume, ragione, honore, gratia, amore, fede, forza (pp. 72-134). Libro III [con:] Cagione, voglia, ventura, cura, parte, tratto, posta, punto, parola, volta, voce, luogo, modo (pp. 135-200). Libro IV [con:] Terra, campo, patto, fatto, via, nome, numero, opera, prova, arme, colpa, pena, morte, fine, niente (pp. 201-67). Libro V [con:] Tutto, primo, buono, mezzo, lungo, tanto (pp. 268-334). Libro VI [con:] Vero, alto, pieno, più, pari, uno, poco, male (pp. 335-405). Libro VII [:] Fare (pp. 404-86). Libro VIII [con:] Dare, porgere, andare, prendere, porre, essere (pp. 487-564). Libro IX [con:] Stare, havere, tenere, menare, cadere, portare, rompere, correre, de i partecipi, de i pronomi, egli esso esto questo quello etc., mio tuo suo tale quale etc., chi che cui etc., altro alcuno etc. (pp. 565-713). Libro X [con:] De gli articoli, delle prepositioni a ad, appresso appo etc., avanti davanti anzi inanzi inante dinanzi etc., contra contro incontro etc., di quà di là oltre etc., intorno dintorno etc., fuor fuori etc. dentro di dentro etc., intra infra tra fra etc., verso ver inver inverso etc., da, di (pp. 714-827). Libro XI [con:] In, per, sopra sotto (pp. 828-70). Libro XII [con:] De gli avverbi, delle congiuntioni (pp. 871-83).

 

l’opera. Il vocabolario mostra già nel titolo la sua diversità rispetto alla lessicografia tradizionale: sono al centro della raccolta le voci dette “adunate, le quali, secondo la forma de’ congiungimenti, diversi nomi acquistarono, di Aggiunti, di Comuni, di Membri, di Clausole”, ma l’autore si occuperà in particolare “de gli Aggiunti”. Le consuete avvertenze ai lettori sono in questo caso davvero eloquenti, anche per la definizione del proprio canone autoriale di riferimento: “ho preso ardire [...] addurre in queste nostre fatiche le auttorità, non solamente di Pietro Crescenzo, di Giovanni Villani, di Cino, di Guido Cavalcante, & di molti altri di quell’età, ma ancora del Sannazzaro, dell’Ariosto, del Bembo, & di Pietro Aretino”, il quale, sciolto da regole, a parere del lessicografo, offre un utile serbatoio di frasi e “buone voci”. L’approvazione per l’Aretino riguarda anche alcune sue particolarità grammaticali, quali, ad esempio, l’uso di lui come pronome personale soggetto o di il dopo la preposizione per (sottolinea l’attingimento al teatro cinquecentesco Sessa 1999: 345).

   Delle phrasi toscane è organizzato in dodici libri, a loro volta divisi in un numero variabile di capitoli. Il lemmario è preceduto da tre tavole: un indice dei capitoli con indicazione anche delle pagine; una tavola delle frasi toscane “che nella precedente opera si contengono” (nostro il corsivo: il lemmario è successivo); una tavola delle frasi latine.

   I lemmi, presi da fonti anche insolite per un vocabolario (Francesco Ismera, Noffo Bonaguida d’Oltrarno, le satire e le commedie di Ariosto), sono raccolti con scarsa prospettiva storica e quindi spesso in modo caotico e farraginoso. Sotto ogni voce è registrato un numero di locuzioni selezionate da Montemerlo anche, se non soprattutto, in base al proprio gusto - con alternanza di citazioni da autori dichiarati e altre di difficile attribuzione - e affiancate da sinonimi e con ricchezza di forme latine. Un saggio dell’organizzazione degli articoli può essere il seguente: “Animo. Quinci escono parimente belle maniere di favellare. Il Bocc. nella N. 20. Una parte della novella della Reina m’ha fatto mutar consiglio di dirne una, che all’animo m’era, à doverne una altra dire. Et nella 40. Et più et più giovani riguardati, nella fine uno nelle fù all’animo, nel quale ella pose tutta la sua speranza. Et nella 43. Se pure questo v’è all’animo, di voler esser moglie, et marito insieme, et à me, facciasi. [...] Ma, nell’animo essere, overo, haver in animo, altro fu. [...] Et sono modi vegnenti dall’Idioma Latino. Cic. à Ter. nobis erat in animo Ciceronem ad Cesarem mittere [...]”.

   All’autore viene attribuita anche un’altra opera, Tesoro della lingua toscana (Venezia, per Giacomo Antonio Somascho, 1594), che sarà da intendersi come semplice ristampa delle Phrasi Toscane: nell’ultima carta del Tesoro compare, infatti, ancora un indice sopra il quale si legge il riferimento a Camillo Franceschini, stampatore del vocabolario qui analizzato (Zeno - Fontanini 1753: 70-71).

 

Nota bibliografica

Zeno - Fontanini 1753: 70-72; Olivieri 1942: 161-63;Messi 1943: 617-18; Tancke 1984: 100-105, 235; Sessa 1999: 345.