Origines linguae Italicae

1676

 

 

 

Erudito milanese di vasti interessi, studiò dottrine umanistiche (1617-1626) presso il Seminario maggiore di Milano dove, in seguito, ottenne per interessamento del cardinale Federico Borromeo l’incarico di insegnante di retorica per poi divenire, nel 1631, professore di eloquenza. Risale al 1634 il trasferimento a Padova, dove il Ferrari venne invitato a ricoprire la cattedra di umanità latina e pochi anni dopo (nel 1639) di umanità greca. Appassionato di antichità, compose numerose opere di archeologia (De re vestiaria libri tres [Padova 1642]; Variarum inscriptionum atque elogiorum liber unus [ivi 1647]). Membro della padovana accademia dei Ricovrati, fu chiamato a dirigere nel 1646 la Biblioteca universitaria, carica che ricoprì, con qualche interruzione, fino al 1663. La sua fama di erudito ed antichista gli consentì di allacciare stretti rapporti epistolari con illustri personaggi come J. B. Colbert, J. F. Gronow e J. Chapelain. Negli anni ’70 del secolo pubblicò gli Analecta de re vestiaria, l’Origo et stemma gentis Martinenghae, gli Electrorum libri duo (1679), ma il suo nome è legato in particolare alle Origines linguae Italicae (ivi 1676), un vocabolario etimologico della lingua italiana fra i primi del genere, sulle orme di precedenti stranieri fra cui Sebastián de Covarrubias y Orozco e Gilles Ménage.

Bibliografia: Pesenti 1979: 43, n. 2; Nardo 1990: 139-153; Orpianesi 1990: 119-137; Zumkeller 1991: XXIV, 145-53; Piovan 1996: XLVI, 643-46